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venerdì, 03 luglio 2009

Il saggio e il folle

D. Come epigrafe a L'uccello del paradiso hai messo
un passaggio del Vangelo secondo Tommaso, nel quale
Gesù sembra presagire la nascita dell'«uomo nuovo»
con l'avvento dell'androgino. Pensi anche tu, come lo
junghiano Erich Neumann che l'uomo creativo è quello
che ha recuperato e integrato il suo aspetto femminile?

R. Ciò è perfettamente vero se pensiamo al diagramma taoista
che rappresenta il gioco della luce e dell'ombra... entrambi ruotanti
attorno al centro della circolazione dell'energia. A me pare che
abbiano ragione Freud e Jung quando dicono che psicologicamente
siamo tutti ermafroditi, che l'anima è a un tempo maschile e
femminile sia nell'uomo che nella donna.
È difficile dire cosa siano il maschile e il femminile dato che ogni
possibile esempio concreto reca sempre così profonde impronte
sociali Ma se è lecito parlare di un principio maschile e di un
principio femminile, allora dobbiamo riconoscere che essi
si bilanciano nella natura sia degli uomini che delle donne.
Quando un uomo e una donna s'incontrano ha luogo un intimo
intreccio tra il lato femminile di lui e il lato maschile di lei,
come anche tra il lato femminile di lui e quello di lei,
e via di seguito con tutte le possibili combinazioni.
Così i lati maschile e femminile di entrambi interagiscono,
in senso sia omo che eterosessuale.
Il rapporto dell'uomo e della donna da luogo con ciò a
una completezza.
[...] Ci sono casi estremi. Per esempio, c'è un tipo d'uomo
cui piacciono molto le donne e che tuttavia possiamo definire
come una lesbica maschio.
Qualche volta può dare l'impressione di un uomo omosessuale,
ma in effetti non ha alcun interesse per gli uomini.
S'interessa alle donne come potrebbe fare un'altra donna.
Questi individui arrivano ad assumere la posizione di uomini
che intrattengono rapporti omosessuali con le donne.
Analogamente, ci sono donne che si comportano
come omosessuali maschi.
Una donna di questa specie non ha tempo per le altre donne.
Quel che le piace è essere ragazzo tra i ragazzi e sviluppa
con gli uomini rapporti omosessuali quasi maschili.
Io penso che il momento magico si verifichi quando una coppia
s'incontra e s'intreccia in modo tale che gli ermafroditismi
di entrambi i partner si bilanciano e si integrano.
Penso che sia la negazione di questo a trovarsi all'origine
degli squilibri sessuali agiti fisicamente, sia che si tratti
della più ovvia polarizzazione in una omosessualità esclusiva
sia che l'omosessualità sia per così dire
agita entro un rapporto apparentemente eterosessuale.
Quando l'uomo comprende di essere psicologicamente
anche donna, la donna può riconoscere a sua volta
le sue qualità maschili.
Naturalmente una donna può far violenza alla propria femminilità
sforzandosi di coltivare un lato maschile di sé che competa
con gli uomini, o comunque cercando di sopravvivere
in un mondo maschile in cui è giocoforza adeguarsi, per poter
gareggiare, a questi moduli maschili.
Ma tale costellazione maschile contiene in sé la negazione
della femminilità dell'uomo. Si determina così un circolo vizioso:
per gareggiare con un uomo che ha negato la sua femminilità,
una donna deve a sua  volta negare la propria.
Tracciando un diagramma, è facile dedurre schematicamente,
a livello formale, tutte le principali forme di distorsione.
Così, quando un uomo realizza una donna e una donna realizza
un uomo essi possono entrambi incontrarsi senza dover reprimere
o temere nulla.
Possono divenire uno. E questo è il paradiso, o perlomeno una delle
esperienze più prossime al paradiso tra quante io riesco ad immaginare
come possibili.

Ronald D. Laing Intervista sul folle e il saggio  Laterza


Postato da: porucista a 20:55 | link | commenti

giovedì, 02 luglio 2009

La vita bassissima

... E in questo realismo coatto, «un romanzo sul romanzo»?
Con tutti i 'meta-' e gli 'anti'-? Non sembra il caso...
Ma allora varrà la pena di scrivere come le nonne moraliste
e senza idee, appoggiandosi all'autorità del passato
e del presente, facendo i progressivi e gli spregiudicati di oggi
per entrare in un anziano Establishment di domani,
con calcoli molto tradizionali e precisi di potere e
successo istituzionale di massa?...
E sarebbe questo il senso dello scrivere?
O subentra una fortissima tentazione di
smettere, e ottenere
gli stessi vantaggi dandosi alla politica?

Alberto Arbasino La vita bassa  pag. 67 Adelphi


Postato da: porucista a 20:15 | link | commenti

giovedì, 25 giugno 2009

Strippando

Realtà, effettività, verità

Pensavo al problema di cosa siano la verità e la realtà e se
vi sia tra loro qualche connessione, o non siano piuttosto
indipendenti. Sono eternamente separate, o sono solamente
proiezioni del pensiero?... Ho pensato che realtà viene da
res,
cosa e che tutto quello su cui il pensiero interviene o riflette,
o che inventa, è realtà.
E quando il pensiero pensa in modo distorto o condizionato è
illusione, autoinganno, deformazione.

Il mio contatore Splinder non funziona, i miei commenti sono
improvvisamnete spariti. Spariscono appunti e cose scritte nel computer.
Per principio, da quando ho aperto il blog
ho avuto solo scarsissimi contatti con altri blogger.
Ho fatto pochissimi commenti, scambiato pochissime e-mail,
girato quasi niente per la rete se non per ricerche di lavoro.
Conosco di persona solo due o tre persone tutte romane.
Ho incontrato un blogger di altra città nel lontano 2006
per un precipitoso saluto. La rete sembra molto spenta
e ci si chiede perché. La motivazione fondamentale era
la comunicazione. Forse su questo bisognerebbe riflettere.
Cosa è, a cosa serve, perché ne abbiamo bisogno.
E forse interrogarsi su tante, tante altre cose.
Compresa la gestione di mezzi tecnologici che senza
controllo possono produrre effetti disastrosi.
Quello che scriviamo ci esprime ma anche chi legge
esprime se stesso nel modo in cui legge.


hurted finger


Postato da: porucista a 16:32 | link | commenti

sabato, 20 giugno 2009

Tutti gli uomini sono Superboni

superbone


Postato da: porucista a 17:15 | link | commenti

giovedì, 18 giugno 2009

Vedere e parlare

La purezza è una delle categorie fondamentali della
valorizzazione.
Lasciando da parte tutto ciò che attiene alla purezza rituale,
senza soffermarci sui valori formali della purezza, desideriamo
più specificatamente dimostrare che l'immaginazione materiale
trova nell'acqua la materia pura per eccellenza, la materia
naturalmente pura.
L'acqua offre se stessa come simbolo naturale per la purezza,
attribuisce significati precisi a una psicologia prolissa
della purificazione.
Come è stato ampiamente dimostrato, i temi sociali sono
senza dubbio all'origine delle grandi categorie della valorizzazione,
o meglio, la vera valorizzazione ha un'essenza sociale;
è fatta di valori che tendono a scambiarsi, che posseggono
un'impronta nota e rivolta a tutti i membri del gruppo.
Riteniamo tuttavia che occorra anche considerare una
valorizzazione delle rêverie inconfessate,
delle rêverie del sognatore che sfugge
alla società, che pretende di considerare il mondo come
l'esclusivo compagno. Certo, tale solitudine non è completa.
Il sognatore conserva, in particolare, dei valori legati al linguaggio,
conserva la poesia tipica del linguaggio della sua razza.
Le parole che egli applica alle cose le rendono poetiche,
le valorizzano spiritualmente in un senso che non può sfuggire
completamente alle tradizioni.
Il poeta più innovatore, sfruttando la rêverie più slegata dalle
consuetudini sociali, trasferisce nelle liriche i germi che
provengono dallo sfondo sociale della lingua.
Ma le forme e le parole non fanno tutta la poesia.
Per incatenarle, certi temi materiali sono irrinunciabili.
Per quanto potenti i riti di purificazione si riferiscono a una
materia in grado di simboleggiarli. L'acqua limpida costituisce
una tentazione costante per il simbolo facile della purezza.
Ciascun uomo, anche senza una guida, anche senza la convenzione
sociale, trova quest'immagine naturale.
Una fisica dell'immaginazione deve pertanto rendere conto
di questa scoperta naturale e immediata. Deve esaminare con
attenzione l'attribuzione di un valore a un'esperienza materiale
che si rivela così essere più importante di un'esperienza ordinaria.

G. Bachelard


Mary Daniel Hobson
mary daniel hobson


Postato da: porucista a 18:19 | link | commenti

mercoledì, 17 giugno 2009

Tra il vero e il vivente

Un'immensa e pura parete, del colore più tenue,
mi apparve nuda e tesa all'altezza degli occhi,
oltre le masse morbide e dorate dei begli alberi
che la brezza cullava; e qualcuno mi trattò da pazzo
e da sciocco.
Subito avvertii il potere e la vanità del potere,
che mi impediva di godere di questa magnificenza
della quiete e di partecipare al momento presente.
Mi fermai un attimo; e come... tra le apparenze
e i fantasmi, tra il vero e il vivente.

Paul Valéry

Mary Daniel Hobson
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Postato da: porucista a 06:46 | link | commenti

lunedì, 15 giugno 2009

L'idea fissa

Mentre mi avvicinavo, trovai ai piedi degli scogli quei blocchi
di calcestruzzo ammucchiati che proteggono le opere avanzate
dei porti marittimi. Mi misi a saltare di cubo in cubo.
Fu così che scoprii, tra due di questi enormi dadi, un uomo.
Una linea correva da lui fino all'acqua. Un cesto, un piccolo
armamentario da pittore stavano all'ombra del suo corpo.
Mi sentivo in uno stato d'inumanità.
Ogni uomo è inviso a chi fugge se stesso e nell'allontanarsi
da sé si consuma, poiché gli altri ci fanno inevitabilmente
pensare a noi.
Lo maledissi. Ma girandosi verso di me prima che fossi
potuto salire sulle mie rocce, egli mi sorrise...
Lui riconobbe in me ciò che di me sapeva da incontri e vari
discorsi, sia miei che altrui.

da L'idea fissa  di Paul Valéry

A. R. MInkkinnen
Untitled-1


Postato da: porucista a 09:20 | link | commenti

venerdì, 12 giugno 2009

Nei giorni del colore prismatico

non nei giorni di Adamo ed Eva, ma quando Adamo era
solo;
quando il fumo era sconosciuto e il colore era bello
non perché raffinato dall'arte delle civiltà primitive,
ma per la sua originalità;
quando non c'era nulla ad alterarlo
se non l'addensarsi della nebbia,
l'obliquo era una variante del perpendicolare
semplice da vedere e da spiegare.
Ma non è più così; né la fascia incandescente
blu-rosso-gialla che era il colore è rimasta come era:
anch'essa è diventata
una di quelle cose in cui è possibile discernere
molti aspetti specifici;
la complessità non è un delitto, ma esasperatela
fino al limite del nebuloso, e tutto diviene difficile.
Per di più la complessità, che è stata affidata alle tenebre
invece d'ammettere d'essere la peste che è,
si agita come per confonderci
con l'orrendo sofisma
che la misura del risultato è l'insistenza
e che la verità deve essere oscura.
Fenomeno essenzialmente verbale
il sofisma è ciò che sempre è stato:
agli antipodi delle grandi verità fondamentali.
'In parte strisciava, in parte
si disponeva a strisciare, il resto
se ne stava torpido nella tana'.
Nel procedere incerto e saltuario
nello sciamare e nelle minuzie
abbiamo la classica moltitudine di piedi.
Ma a quale scopo! La verità non è l'Apollo
del Belvedere, non è una cosa formale.
L'onda, se crede, può ricoprirla, ma sii certo
che ci sarà ancora se dice:
'Ci sarò ancora quando l'onda sarà passata'.

Marianne Moore

Minkinnen
minkkinen.waterwrite


Postato da: porucista a 18:29 | link | commenti

mercoledì, 10 giugno 2009

La famo strana

Molto strana. Stranissima.

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Postato da: porucista a 08:35 | link | commenti

lunedì, 08 giugno 2009

Ritorno alla terra

Vandana Shiva  Ritorno alla terra  Fazieditore

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Postato da: porucista a 14:06 | link | commenti

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